Lettera a Vanya

Lettera a Vanya

Carissima Vanya,

    Ti scrivo da una piccola città in Vermont che si chiama Middlebury. Sì, come già sai, sono tornata agli studi. Ormai sono qui da cinque settimane e l’estate sta per finire. È strano essere ancora studentessa, soprattutto d’estate. Tutti sono abbastanza simpatici. Sembra che ognuno di noi studenti sia qui per vari e diversi motivi. Alcuni vorrebbero vivere all’estero (ovviamente in Italia), altri hanno bisogno di sviluppare la loro conoscenza della lingua per lavoro, mentre altri vogliono continuare ancora gli studi, con l’obiettivo di insegnare. Per me, non lo so. Sembra che più studio l’italiano, meno so cosa vorrei fare.

A volte è difficile fare amicizia qui. Per la maggior parte tutti vanno in direzioni diverse dopo queste sei settimane. Io sono una delle poche studentesse che non va in Italia quest’anno. Vedere tutti cosi emozionati per l’anno in Italia, mi fa sentire un pallone di emozioni nel cuore che diventa sempre più e più pressante. Sarebbe bello… no, sarebbe ideale se avessi fiducia nelle mie ambizioni, se sapessi il mio ruolo nella vita. Guardo un albero fuori dal mio dormitorio: e sembra così tranquillo, consapevole, come se sapesse già tutte le risposte ad ognuno dei miei “perché?”. L’albero ha un ruolo, esiste, anno dopo anno. E nonostante tutti i cambiamenti esterni, in un solo anno, l’albero va avanti, mantenendo sempre il suo ruolo.

Quanto vorrei essere come quell’albero. Sicuro e contento. Sereno. Non voglio lamentarmi. Penso a te non solo come alla mia unica sorella, ma anche come a una fontana di saggezza cui ogni giorno vorrei abbeverarmi. Non lo so. Non so niente di niente. Ogni tanto mi sento ispirata e fiduciosa, come se sapessi precisamente e perfettamente quello che voglio fare. Come ci riesci? Tu hai cambiato strada già tante volte nella vita, sembri contenta. Sei capace di accettare anche i momenti d’indecisione. Forse sei più come me di quanto non pensassi. Cerchi la verità? Prendiamo strade diverse ma alla fine del giorno ognuna di noi cerca la cosa giusta, il sentimento di felicità e la serenità che dura per sempre. Cerchiamo il codice della vita. Forse hai già scoperta informazioni o segreti che ancora a me mancano, e perciò ti scrivo. Perciò ti penso.

Non riceverai mai questa lettera. Ti scrivo durante una lezione, per una specie di compito. Non capisci l’italiano. Non capisci quello che capisco io. Non so niente di niente, ma ormai ho capito che sono qui. Ho accettato finalmente che sono qui, e ho già preso la strada giusta per me. Quello che capisco bene è questo: sì, ho preso la strada giusta, ma non vuol dire che mi porterà dove penso di andare. Non so niente di niente. Meglio così.
           

                Ti mando un abbraccio affettuoso,

                                                                   Marinka


Marinka Swift